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Perché isolare termicamente i ponti termici

Si ha un ponte termico dove il comportamento termico di una parte dell’edificio è considerevolmente differente rispetto a quello di parti circostanti.

Figura 3.01 Figura 3.02

Una scadente prestazione di isolamento termico porta ad un incremento delle perdite di calore e può provocare la diminuzione di temperatura della superficie interna dell’edificio tale da causare rischi di condensazione superficiale. La tecnica fotografica agli infrarossi (figura 01) permette di rilevare la presenza di ponti termici. Questi possono rappresentare fino al 30% del calore totale disperso. I ponti termici sono presenti in corrispondenza di travi, pilastri, davanzali, balconi ed anche in presenza di eterogeneità diffuse nella struttura quali i giunti di malta tra i blocchi dei cosiddetti termolaterizi (figura 03). In sintesi le cause principali di un ponte termico sono:

  • presenza di materiali diversi nella sezione dell’edificio (es. muratura di tamponamento in mattoni con struttura in cemento armato).
  • discontinuità geometrica nella forma della struttura (es. angoli).
  • interruzioni dello strato di isolamento termico (es. pilastri, travi marcapiano, serramenti, ecc.).

Effetti dei ponti termici

I principali effetti negativi dei ponti termici sono:

  1. Perdite di calore

    Le perdite di calore (figura 02) derivanti dai ponti termici incidono in modo notevole sulle perdite di calore dell’intero edificio. I ponti termici possono anche triplicare la trasmissione di calore in una sezione dell’edificio, pur rappresentando solo una minima parte della superficie stessa.

  2. Condensazione
    La condensazione superficiale è uno degli effetti più comuni dei ponti termici (figura 03 e 04).
    Si manifesta quando i normali livelli dell’umidità relativa degli ambienti interni in condizione di comfort termico si combinano con una temperatura superficiale dell’involucro dell’edificio che ha valore più basso del punto di rugiada.
    Figura 3.03
  3. Formazione delle muffe
    La formazione delle muffe avviene quando si ha una particolare combinazione di temperatura, vapore e substrato favorevoli. I più comuni tipi di funghi (muffe) maturano in presenza di alti valori di umidità ed a basse temperature (0 - 15°C).
    Un ponte termico, a causa della contemporanea presenza di umidità relativa alta e bassa temperatura, crea le condizioni ideali per la formazione di muffe.
  4. Danni alla superficie
    Le variazioni cicliche della temperatura superficiale causano una polverizzazione dei materiali della struttura. E’ stato osservato come nel 44% dei casi questi danni superficiali siano dovuti alla presenza di ponti termici (fonte: Fraunhofer Institut für Bauphysik) (figura 04).
  5. Diminuzione del comfort termico
    Quando la temperatura superficiale interna di una parte della struttura (parete, pavimento, ecc.) è inferiore di almeno due o tre gradi rispetto alla temperatura dell’ambiente si avverte una sensazione di disagio in prossimità di tale superficie. Questo effetto è particolarmente evidente quando sono coinvolte ampie aree. Un tipico esempio è la zona di congiunzione tra un pavimento non isolato e la parete esterna. Per limitare tale disagio generalmente si innalza la temperatura dell’ambiente provocando in tal modo un’ulteriore perdita di energia.

Ponte termico corretto

Il DLgs 192/311 prevede che il ponte termico si possa definire corretto quando la differenza
di R o U ( trasmittanza termica) tra il ponte e la parete contigua è inferiore o uguale al 15%.

Figura 3.04 ponti termici