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Normative Relative alla limitazione delle Emissioni di Composti Organici Volatili (COV): quali sono le opzioni di cui si dispone Di Marco Roncelli, Rappresentante SAFECHEM per l’ Italia Secondo il Decreto relativo alla Limitazione delle emissioni di Composti Organici Volatili (COV), gli impianti di lavaggio esistenti si devono adeguare alle prescrizioni stabilite entro Il 31 ottobre 2007. Tale Decreto ha vaste implicazioni poiché interesserà tutti gli impianti di pulizia di superfici che consumano oltre due tonnellate all’anno di qualsiasi solvente organico volatile, oppure più di una tonnellata di qualsiasi solvente a cui viene attribuita la frase di rischio R40, R45, R46, R49, R60 o R61, tra cui la trielina (TRI) e l’n-propil bromuro (nPB). Sebbene il Decreto definisca dei limiti in merito alle emissioni di solventi, non ne limita l’utilizzo né impone un metodo per la riduzione delle emissioni. Tale flessibilità intrinseca consente a chi utilizza solventi di scegliere il metodo di riduzione delle emissioni più indicato alle loro esigenze specifiche. Tale scelta è tuttavia legata a un’approfondita conoscenza delle opzioni previste nel rispetto della Normativa. Generalità sulla normativa COV Le attività che vanno al di là della soglia di consumo dei solventi prevista dalla Normativa COV, dovranno rientrare nei limiti di emissione negli scarichi gassosi e ai valori limite per le emissioni diffuse, oppure sarà necessario implementare un programma volto alla riduzione dei solventi. Più rigidi saranno i requisiti applicati agli utenti di solventi classificati CMR, nella categoria 1 e 2 – come il TRI e l’nPB – che dovranno prendere in considerazione la sostituzione con alternative meno rischiose. È importante tuttavia notare che la trielina non è vietata. Qualora l’utilizzo di prodotti alternativi porti a una perdita inaccettabile di qualità o a un aumento intollerabile dei costi totali, il Decreto permette di continuare a utilizzare la trielina, ma solo nel rispetto di adeguate condizioni di manipolazione, ad esempio in impianti per la pulizia chiusi e connessi a un sistema di carico e a un sistema di ritiro a ciclo chiuso. Opzioni di conformità Non esiste un’unica soluzione conforme alla Nomativa COV, in considerazione del fatto che ciascun utente può avere necessità di pulizia diverse. L’utente dovrà valutare l’idoneità all’uso di una probabile soluzione, gli effetti che potrebbe avere sull’ambiente e sulla salute delle persone, l’esposizione sul luogo di lavoro, le conseguenze economiche e, naturalmente, i requisiti specifici relativi alla pulizia. Solventi I solventi clorurati sono tuttora, nella maggior parte dei casi, la soluzione più valida, efficace e potente per una pulizia di massima qualità. Fortunatamente esistono significative opportunità per ridurre le emissioni, l’esposizione e il consumo. Un sistema di carico e di ritiro a ciclo chiuso collegati a un impianto chiuso forniscono una soluzione molto efficace, sicura e nel rispetto delle norme. In alcuni casi, è possibile ridurre il consumo di solventi al di sotto della soglia in modo da evitare un ulteriore dispositivo di abbattimento . Anche gli alcool modificati hanno mostrato elevate prestazioni nella pulizia e possono costituire un’alternativa ai solventi clorurati in funzione della qualità richiesta nella pulizia. Sono eccellenti nella rimozione delle particelle grazie alla loro elevata polarità. Trovano efficiente applicazione nei sistemi a circuito chiuso. I solventi di idrocarburi possono essere un’alternativa per lo sgrassaggio. La loro elevata infiammabilità impone tuttavia adeguate misure per il controllo dei rischi. Processi di pulizia alternativi La pulizia con acqua può essere una valida alternativa a condizione che le parti pulite possano restare bagnate. La pulizia a base di solventi offre normalmente una maggiore flessibilità e praticità, poiché nella pulizia con acqua le fasi di lavaggio, risciacquo e asciugatura sono separate. La fase di asciugatura, in particolare, presenta sfide specifiche. Non solo richiede un vasto spazio all’interno dell’impianto ma consuma anche molta più energia, il che esercita un effetto avverso a livello ambientale incrementando il riscaldamento globale. Se la fase di asciugatura è superflua e la qualità non è la priorità principale, la pulizia acquosa è una buona alternativa. La soluzione giusta per essere conformi alla normativa COV Se si sta valutando la pulizia continua con solventi o un processo di pulizia alternativa, la valutazione dovrebbe sempre partire dalla propria situazione specifica. Si consideri l’utilizzo della seguente check-list come linea guida alle proprie riflessioni: Saremo in grado di mantenere i livelli di qualità?
Occorre essere certi di avere verificato tutte le opzioni, essere al corrente sugli sviluppi e richiedere il parere esperto del proprio distributore di solventi o di attrezzature. Con un’approfondita valutazione delle opzioni di cui si dispone si potrà ottenere la conformità alla norma COV nelle modalità che maggiormente si adattano alle proprie esigenze specifiche.
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